Zone rosse – regolamento europeo in vigore al 1 gennaio 2026

12 January 2026

Con l’applicazione dei nuovi Scenari Standard Europei (STS), l’Europa dei droni si trova di fronte a situazioni e scenari nuovi.

Fino ad oggi, gli operatori italiani hanno beneficiato degli scenari nazionali che permettevano una certa flessibilità nelle aree rosse.

Con la transizione definitiva agli scenari europei, le regole si sono irrigidite:

  • STS-01: Obbligo di droni C5 (o droni convertiti con kit certificati).
  • STS-02: Obbligo di droni C6 per il volo BVLOS. (non viene trattato in questo articolo)

Il mercato attuale, dominato da DJI, non offre quasi nessun drone che esca dalla fabbrica con etichetta C5. Questo costringe i professionisti ad acquistare kit di terze parti ad esempio Dronavia o Fly Eye, da applicare a droni e che sono stati riconosciuti da EASA.

Fonte EASA

Un’alternativa potrebbe essere quella dei PDRA (Pre-Defined Risk Assessment), per chi non può (o non vuole) sottostare ai vincoli rigidi degli Scenari Standard Europei (STS).

Ma chi è che non può sottostare ai vincoli degli STS?

Chi non ha un drone di marcatura C5 come indicato nel REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2019/947 DELLA COMMISSIONE:

… Lo scenario standard 1 («STS-01») comprende le operazioni effettuate entro la distanza di visibilità («VLOS», visual line of sight), a un’altezza massima di 120 m al di sopra di un’area di terra controllata in un ambiente popolato, utilizzando un UAS di classe CE C5.

E quali droni possono essere convertiti in categoria C5?

Il medesimo regolamento indica:

…. l’UAS sia accompagnato dalla corrispondente dichiarazione UE di conformità, che riporta il riferimento alla classe C5 o il riferimento alla classe C3 e al kit di accessori; e

sugli aeromobili senza equipaggio o sul kit di accessori sia apposta l’etichetta di identificazione della classe C5.

Ne consegue che i droni di marcatura C0, C1 e C2 sicuramente non possono essere convertiti in classe C5 con kit e non possono accedere agli scenari STS.

Forse c’è un alternativa: i PDRA.

Cosa sono i PDRA? Prendiamo ad esempio il PDRA-S01, che è tecnicamente identico allo scenario STS-01 (volo in città, in vista), ma con una differenza fondamentale:

  • Niente marcatura di classe obbligatoria: Puoi usare il PDRA-S01 anche con droni che non hanno l’etichetta C5 (i cosiddetti droni “legacy” o, ipoteticamente, un Mini 5 Pro “nudo”).
  • Il rovescio della medaglia: a differenza dell’STS, il PDRA richiede un’autorizzazione preventiva da parte di ENAC. Non basta dichiarare di voler volare: devi inviare una domanda, pagare i diritti  e attendere che l’ente approvi il tuo manuale e le tue procedure.

Cosa serve per richiedere un PDRA-S01:

EASA fornisce le linee guida per richiedere un PDRA.

Partendo da un template:  per la stesura di un manuale delle operazioni.

Vedremo come si evolve la normativa per i droni di classe C0 (esempio DJI Mini 5), C1 (esempio Mavic 3) e C2 (esempio Mavic 3 Pro) per capire se si potrà nuovamente volare in aree rosse.