Il regolamento EASA

30 December 2020

Con la fine del 2020 si parla molto del nuovo regolamento europeo di EASA che va a sostituire l’attuale regolamento nazionale relativo a norme e procedure per l’esercizio degli aeromobili senza equipaggio. La gestione dello spazio aereo sarà sempre gestita dall’ente nazionale, nel caso dell’Italia è di competenza ENAC.

Il nuovo regolamento è strutturato, in questo breve articolo cerco di fare un minimo di chiarezza per i piloti e gli hobbisti di aeromodelli andando ad analizzare principalmente la categoria OPEN – definita a basso rischio -, indicherò qualche breve appunto per la categoria SPECIFIC (a medio rischio) e non mi occuperò della categoria CERTIFIED (ad alto rischio).

Il regolamento EASA prevede tre macro categorie:

OPEN (basso rischio)

SPECIFIC (medio rischio)

CERTIFIED (alto rischio)

 

La categoria OPEN comprende le sottocategorie: A1, A2 e A3.

Nella categoria OPEN è consentito il volo in VLOS (Visual Line Of Sight), la quota massima dal terreno è di 120m, bisogna mantenere il drone a vista e l’FPV (First Person View) è consentito solo con osservatore del drone a fianco del pilota. Per tutte le sottocategorie A1, A2 e A3 rispondenti alla macrocategoria OPEN è sempre vietato il volo sopra gli assembramenti di persone.

La macrocategoria A1 comprende:

– gli APR (droni) con massa complessiva inferiore ai 250 grammi che rientrano nella sottocategoria C0;

– gli APR con massa inferiore a 900 grammi che rientrano nella sottocategoria C1;

La macrocategoria A2:

– gli APR con massa inferiore a 4 Kg che rientrano nella sottocategoria C2;

La macrocategoria A3:

– gli APR con masssa inferiore a 25 Kg che rientrano nelle sottocategorie C3 e C4.

Ogni sottocategoria compresa tra C0 e C4 corrisponderanno nuovi droni, al momento non presenti sul mercato che verranno venduti con marchiatura CE indicando a quale categoria appartengono. Ad esempio la marchiatura “C0” andrà ad indicare un drone che è conforme alla categoria: OPEN A1 C0.

La categoria C0 consente di sorvolare sulle persone – anche se non informate – ma mai sugli assembramenti di persone, permette di volare di giorno e di notte anche in centri urbani, non necessità di brevetto da parte del pilota ma si è obbligati a sottostare alle regole dell’aria che in Italia vengono regolamentate da ENAC. Gli spazi aerei sono consultabili tramite il sito D-Flight che necessita di registrazione (gratuita).

La categoria C1 permette di volare sopra le persone a condizione che esse siano informate (vietato volo su assembramenti di persone) e necessita di brevetto da parte del pilota.

La sottocategoria A2 – C2 permette di volare ad una distanza di 30 metri dalle persone e di avvicinarsi a 5 metri qualora siano attivati i sistemi di low speed (limitata a 3m/s). E’ consentito il volo in ambiente urbano di giorno e di notte.

La sottocategoria A3 – C3 oltre a comprendere futuri droni con questa marchiatura, vedrà dal 2023 comprendere tutti i droni oggi giorno presenti sul mercato (ad esempio DJI Mavic 1 , Mavic 2, tutti i Phantom, tutti i Parrot, tutti gli Skydio o gli Autel, tutti gli Inspire, Matrice, gli autocostruiti – sopra i 250 grammi-  e via di seguito) compresi quelli ad uso aeromodellistico. E’ consentito il volo a 150 metri da zone residenziali. Da gennaio 2021 appartengono a questa categoria tutti i droni presenti sul mercato con MTOM superiore a 500 grammi (o che sviluppano un’energia all’impatto inferiore agli 80 Joule).

Riassumendo le sottocategorie: C0 – C1 -C2 -C3 – C4

C0:

L’APR deve avere un MTOM inferiore a 250 g (compreso il carico utile).

Avere una velocità massima di volo non superiore a 19 m/s (equivalente a 68,4 Km/h).

Avere un’altezza massima raggiungibile sopra il punto di decollo limitata a 120 m.

Poter essere controllato in modo sicuro sia per la stabilità che manovrabilità.

Essere corredati di manuale di istruzioni e nota informativa dell’EASA.

 

C1:

L’APR deve avere un MTOM inferiore a 900 g (compreso il carico utile) o in caso di impatto, avere un’energia cinetica inferiore a 80 J.

Avere una velocità massima di volo non superiore a 19 m/s (equivalente a 68,4 Km/h).

Avere un’altezza massima raggiungibile sopra il punto di decollo limitata a 120 m o avere un sistema che la limiti a 120 m.

Poter essere controllato in modo sicuro sia per la stabilità che manovrabilità.

Avere un sistema d’identificazione remota.

Essere dotato di luci in grado di garantire la controllabilità e la visibilità notturna.

Essere corredati di manuale di istruzioni e nota informativa dell’EASA.

 

C2:

L’APR deve avere un MTOM inferiore a 4 Kg (compreso il carico utile).

Avere un’altezza massima raggiungibile sopra il punto di decollo limitata a 120 m o avere un sistema che la limiti a 120 m.

Poter essere controllato in modo sicuro sia per la stabilità che manovrabilità.

Avere un sistema d’identificazione remota.

ssere dotato di luci in grado di garantire la controllabilità e la visibilità notturna.

Essere corredati di manuale di istruzioni e nota informativa dell’EASA.

 

C3:

L’APR deve avere un MTOM inferiore a 25 Kg (compreso il carico utile) e una dimensione non superiore a 3 metri.

Avere un’altezza massima raggiungibile sopra il punto di decollo limitata a 120 m o avere un sistema che la limiti a 120 m.

Poter essere controllato in modo sicuro sia per la stabilità che manovrabilità.

Avere un sistema d’identificazione remota.

Essere dotato di luci in grado di garantire la controllabilità e la visibilità notturna.

Essere corredati di manuale di istruzioni e nota informativa dell’EASA.

 

C4:

L’APR deve avere un MTOM inferiore a 25 Kg (compreso il carico utile).

Poter essere controllato in modo sicuro sia per la stabilità che manovrabilità.

Non avere modalità di controllo automatiche tranne che per l’assistenza alla stabilizzazione del volo e per l’assistenza in caso di perdita del datalink.

Essere corredati di manuale di istruzioni e nota informativa dell’EASA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: EASA (https://www.easa.europa.eu/faq/116452)

Gli unici APR che potranno godere dal 2023 della medesima classe in cui oggi appartengono sono quelli con massa inferiore a 250grammi, oggi rientrano in quella categoria e ci rimangono.

Nel periodo che va dal 1 gennaio 2020 a 31 dicembre 2022, nella sottocategoria A2-C2 sono considerati i droni senza marcatura CE quelli con massa inferiore a 500grammi (anziché 4kg come per quelli con marchiatura CE).

Gli altri droni, ad esempio DJI Mavic 2 Air, Mavic 2 o Inspire verranno considerati appartenenti alla categoria A3-C3.

Tutti gli APR non conformi al regolamento UE 2019/945  e che non sono costruiti da privati, possono essere ancora utilizzati nella categoria “OPEN” e nelle sottocategorie:
– A1, se l’APR ha una massa massima al decollo inferiore a 250 g, compreso il carico utile.
A3, se  l’APR ha una massa massima al decollo inferiore a 25 Kg, compreso il carico utile.

Riassumendo, nella fase transitoria (31.12.2020 – 31.12.2022) abbiamo queste categorie:

Sottocategoria A1: APR con MTOM < 500 g.

Sottocategoria A2: APR con MTOM < 2 Kg

Sottocategoria A3: APR con MTOM > 2 Kg e < 25

 

E’ obbligatorio per i piloti verificare tramite il sito D-Flight accedendo con registrazione gratuita) le zone in cui si vuole volare. Per gli operatori è obbligatorio, oltre alla registrazione come operatore, registrare sul sito D-Flight gli APR, apporre su ognuno di essi il proprio numero di riconoscimento EASA (indicato sul sito) ed essere in possesso di regolare certificato si assicurazione (quest’ultima è obbligatoria anche per coloro che utilizzano gli APR per hobby).

 

Categoria SPECIFIC (medio rischio)

All’interno della categoria “Specific” è possibile effettuare operazioni più complesse rispetto a quanto consentito nella categoria “Open”.

Basandosi sull’analisi del rischio, ENAV indica 4 modalità:

  • Risk Assesment con metodologia SORA. L’operatore dovrà formulare un’analisi del rischio che dovrà essere valutata da ENAC ed in seguito ad autorizzazione potrà volare.
  • PDRA (Predefined Risk Assesment). L’operatore può consultare se il volo che deve eseguire rientra in uno dei PDRA proposti e, in seguito ad autorizzazione potrà volare. Questa metodologia si differenza dal Risk Assesment poiché l’analisi del rischio sarà stata indicata preventivamente e consentirà ad ENAC di dare autorizzazione in tempi minori.
  • Nel caso dell’Italia ENAC attraverso il documento delle Linee Guida ha già indicato alcuni PDRA (vedi allegati sul sito).
  • STS (Standard Scenario). L’operatore con una dichiarazione potrà volare rispettando i limiti indicati. Nel caso dell’Italia ENAC attraverso il documento delle Linee Guida ha già indicato 2 STS (STS-1 e STS2).
  • LUC (Light UAS unamended Certificate). L’operatore con requisiti basati su SMS (Safety Managment System) dimostra che ha la struttura che può gestire il rischio. Quando è autorizzato dall’autorità, per l’Italia ENAC, può ricevere dei “privileges” che gli permettono di volare.

 

Per la categoria CERTIFIED (alto rischio) non sono previste utilizzi consoni all’argomento trattato, ENAV prevede requisiti confrontabili con quelli per l’aviazione tradizionale con pilota a bordo ad esempio il trasporto di persone o merci.

Per eventuali chiarimenti si rimanda alla normativa: