Sul web e nei blog di settore capita spesso di leggere articoli che celebrano l’uso di droni FPV o Cinelifter ad alte prestazioni per realizzare le spettacolari riprese aeree dei film di Christopher Nolan.
Risulta però che non circolino filmati o fotografie che mostrino il dietro le quinte di droni utilizzati durante le riprese in particolare dell’ultimo colossal “Odissea” uscito recentemente nelle sale cinematografiche in formato IMAX. E quando si analizzano la fisica del formato IMAX, le condizioni dei set e le testimonianze dirette delle maestranze cinematografiche, la conclusione a cui si arriva è nettamente diversa: è estremamente improbabile che Nolan utilizzi droni per le sue riprese aeree principali in IMAX analogico.
Partiamo dai numeri osservando l’hardware , la somma dei singoli elementi che compongono una stazione di ripresa IMAX 15/65mm analogica chiarisce subito l’entità del problema. Ecco una scomposizione indicativa dei pesi per una configurazione d’attacco aerea (senza il pesante blimp insonorizzante, inutile per riprese aeree – mute – con drone):
Totale parziale circa 34-42kg.
Nel cinema d’autore ad alto budget non si usano i classici gimbal commerciali da pochi chili, bensì teste giroscopiche custom da integrazione aeronautica quali sistemi Shotover o SpaceCam: si tratta di imponenti sfere/teste giroscopiche a 6 assi del peso di oltre 60 – 100 kg solo per la struttura di stabilizzazione. Uno dei motivi per cui l’uso del drone risulta improbabile risiede nel sistema di stabilizzazione. Le vibrazioni ad alta frequenza e le turbolenze in volo distruggerebbero la nitidezza dell’immagine IMAX (pari a circa 18K) se la macchina non fosse vincolata a sistemi giroscopici ad altissima ingegnerizzazione.
Totale payload: 94-142kg.
Senza dubbio è un peso non affrontabile per un heavy drone cinematografico, è per questo motivo che vengono equipaggiati elicotteri con codesta attrezzatura. Solitamente le teste vengono ancorate rigidamente al muso o alla fiancata degli elicotteri (Air-to-Air / Air-to-Ground rig). I giroscopi interni annullano qualsiasi vibrazione delle pale o turbolenza d’aria, permettendo all’ottica IMAX di rimanere perfettamente immobile nello spazio.
Pensare di montare un rig di stabilizzazione di questo livello — abbinato alla fotocamera — su un drone da set è un controsenso ingegneristico che conferma la superiorità dell’elicottero per questo specifico tipo di missioni.
Nel Cinema oltre ad aziende specializzate in riprese aeree con elicotteri (ad esempio: AFA Film, Aeringmedia, Helinet), ci sono piloti di elicotteri eccezionali (ad esempio: Fred North) che in situazioni controllate possono volare trasmettendo allo spettatore la sensazione che la ripresa sia stata eseguita da un drone.
Ad oggi non esiste alcuna documentazione visiva o dietro le quinte ufficiale che mostri una macchina da presa IMAX analogica volare su un drone. Al contrario, la documentazione di set da Dunkirk fino ad Oppenheimer mostra una metodologia costante: che si tratti di sorvolare l’oceano o scenari montani, la produzione impiega elicotteri leggeri o medio-pesanti equipaggiati con i rig Shotover/SpaceCam. Per usare un drone Cinelifter comune bisognerebbe montare una macchina da presa digitale compatta (come la ARRI o una RED). Tuttavia è risaputo che Nolan e van Hoytema rifiutino categoricamente di mischiare il digitale con la pellicola 70mm per mantenere inalterata la grana e la gamma dinamica del film.
I rumor sull’uso dei droni nascono spesso da una svista comune: scambiare i droni leggeri usati dalle troupe per la perlustrazione dei luoghi (scouting) o le riprese di seconda unità digitali.
Fino a prova contraria, i dati numerici e le leggi della cinematografia dicono che le riprese aeree in IMAX 70mm restano dominio dell’ingegneria aeronautica pesante, degli elicotteri e delle teste giroscopiche dedicate.
Fonte immagini: https://www.aeringmedia.com/
